Paleo Puntata 5 – In diretta dai luoghi

Eccomi di nuovo tornato, questa volta la pausa ha riguardato proprio voi cari PaleoAmici: ecco una puntata SUPER SPECIALE di PaleoJon. Questo vuole essere un esperimento, con la speranza di poter migliorare ancor di più la qualità dei piccoli “web-doc” che vi propongo. I mezzi a disposizione erano davvero pochi ma ce l’abbiamo messa tutta. La puntata in sé è un riassunto di tutti gli argomenti trattati fino ad ora e qualche piccola novità, ma, appunto, vuole essere un esperimento soprattutto per organizzare la nuova stagione di PaleoJon.

Voglio ringraziare il mio amico e regista Antonio Maraia che mi ha aiutato in tutto e per tutto e tutti voi che continuate a seguirmi.

Ecco dunque la nuova (IN TUTTI I SENSI) puntata tutta per voi…..cliccate QUI

STAY PALEO!!!

Riprese e montaggio: Antonio Maraia
Musiche:
“The thinkin’ brodge” dei Liquid Clock (https://www.facebook.com/liquidclock)

“Gunpowder chant” della Diablo Swing Orchestra (https://www.facebook.com/pages/Diablo-Swing-Orchestra/61680950315)

Un pugliese del passato!!

Ciao PaleoAmici, molti di voi ne avranno già sentito parlare del famosissimo Uomo di Altamura. Si tratta dei resti di un Homo neanderthalensis, rinvenute nel 1993 da un gruppo di speleologi in una grotta pugliese della Murgia. Rappresenta uno dei ritrovamenti più eccezionali e di impatto anche visivo (ve ne accorgerete dalla foto), ma rappresenta anche un tassello non proprio edificante dell’archeologia italiana. Dopo un contenzioso durato fino ad oggi in pratica, finalmente è uscito il primo studio ufficiale ad opera dell’equipe diretta dal famoso paleoantropologo Giorgio Mansi. Cliccando qui potrete leggere l’abstract dello studio appena pubblicato. Tra i tanti dati interessanti raccolti dallo studio eseguito da un frammento di osso prelevato dalla scapola hanno sia potuto far datare con precisione l’età al quale risalirebbero i resti, sia potuto far eseguire un prelevamento di DNA fossile!!!

“Abbiamo ripreso un cammino di ricerca che si era interrotto. Fino ad alcuni anni fa – spiega Giorgio Manzi – prevaleva una tesi, quella del monumento. I reperti dell’uomo di Altamura erano, cioè, considerati intoccabili. Un tesoro solo per pochi. In pratica, è come se per 20 anni avessimo visto sempre la stessa foto. Adesso – precisa lo studioso – si è capito che, per poter tutelare e valorizzare appropriatamente il prezioso reperto fossile, bisogna innanzitutto conoscere quest’uomo. E l’unico modo per riuscirci – sottolinea Manzi – è studiarlo. Abbiamo, quindi, potuto prelevare per la prima volta, in condizioni di sterilità e con una laboriosa procedura tramite braccia teleguidate, un piccola porzione ossea di una scapola, già frammentata. Su questo reperto abbiamo effettuato tre linee d’indagine distinte, ma complementari, attese da tempo: quella genetica, morfologica, e la datazione esatta”.

Da queste parole si possono capire due cose: uno il fascino di una materia come la paleoantropologia e i passi che però si devono ancora fare nel campo della cultura in Italia!!

Comunque le prime informazioni ricavate appunto sono l’età che va tra 170 e 132 mila anni fa (datazione effettuata con il metodo dell’uranio/torio). L’Università di Firenze invece si sta occupando del Dna che appunto è stato estratto (si, si può estrarre Dna anche da un Neandertal!!!🙂 ).

Questo reperto comunque è davvero molto particolare: basti pensare che così ben conservati non se ne conoscono (parola di Manzi!! ndr) il che rende quest’uomo intrappolato nella cavità carsica una fonte di informazioni inestimabile. Altro dato da non sottovalutare è che, secondo la datazione eseguita, questo individuo era ancora un “puro”, il contatto e l’ibridazione con il sapiens ancora non era avvenuta.

Insomma le indagini (dopo solo 22 anni) sono solo agli inizi, ma fortunatamente sembra che ora siano partite e stiano procedendo per il verso giusto, io vi terrò aggiornati sui prossimi sviluppi.

Qui sotto vi metto una bella foto dell’Uomo di Altamura, per chi invece fosse REALMENTE interessato all’argomento, posso anche far avere una copia dell’articolo completo uscito sul Journal of Human Evolution.

STAY PALEO!!!

uomo(fonte sito del Museo archeologico di Altamura)

PaleoPuntata 4

Cari PaleoAmici oggi voglio esagerare!! Vi porterò alla scoperta della mia terra, l’Irpinia, ma non com’è oggi, ma come la potevate vedere 11.000 anni fa!! Cliccate qui e mettetevi una giacca perchè farà freddo!!!

STAY PALEO!!!

Il pericolo “oscuro”

Oggi vorrei parlare di un argomento abbastanza terrificante. Come tutti sappiamo l’evoluzione è segnata da due fattori principali: radiazione adattativa ed estinzioni di massa. Quello che sicuramente più sta a cuore comprendere nei meccanismi e nelle cause è il secondo, visto il clamore e la paura che suscita. L’estinzione più famosa (ma non la più letale) è sicuramente quella che ha coinvolto i dinosauri 66 milioni di anni fa (dato aggiornato all’ultima carta stratigrafica dell’I.C.S. v 2014/02) ed ha segnato il passaggio tra il Mesozoico ed il Cenozoico, e che più di tutto ha definitivamente avviato l’éra dei mammiferi. Tutti conoscerete la causa, il famoso meteorite caduto nello Yucatan, in Messico, evento che è stato seguito poi dalle enormi eruzioni nell’Asia meridionale (odierna India) che hanno generato il cosidetto “Trap del Deccan”. Troppo spesso però ci si sofferma solo su quello che è successo, ma da buoni “detective” del passato, dobbiamo capire anche i perchè, soprattutto per un motivo: questi eventi non sono delle “singolarità”, ma sono fenomeni che possono ripetersi e quindi bisogna sapere cosa può causarli per poterci difendere. Ci sono molte minacce che possono venire dal cielo (Nemesis, raggi gamma, terremoti su stelle di neutroni, ipernovae, e chi più ne ha più ne metta), ma appunto, avendo nominato i dinosauri, vorrei parlarvi di un’interessante quanto terrificante teoria sul perchè la Terra venga bersagliata dai meteoriti e soprattutto sulla ciclicità con la quale avverrebbero tali bombardamenti. Prima di tutto identifichiamo l’artefice del “delitto”: i meteoriti sono corpi rocciosi di solito composti da minerali ferrosi, di varie dimensioni. Insieme ai meteoriti ci sono gli asteroidi dai quali si differenziano per le dimensioni: i secondi sono molto più grandi (e quindi pericolosi). Non mi soffermerò sulla loro formazione e sulla loro nascita, vi basti sapere una cosa: gli asteroidi sono ubicati in alcune zone del nostro Sistema Solare chiamate “fasce di asteroidi”: la fascia principale si trova tra Marte e Giove, ma ce ne sono molte altre. Di solito questi corpi passano la loro vita in questa fascia seguendo specifiche orbite, ma può capitare che a causa di qualche “tamponamento” un asteroide sia cacciato da questa zona e per effetto del campo gravitazionale si dirigga verso qualche pianeta. Nella maggior parte dei casi (per nostra fortuna) ci pensa Giove ad incassare i colpi visto (famosissimo è stato quello di Shoemaker-Levy 9, la cometa che è caduta qui nel 1993, qui un video riassuntivo di cosa è successo) il suo spaventoso campo gravitazionale, ma può succedere che questo non basti e quindi sarà qualche altro pianeta ad attrarre il mostro roccioso in quello che il più delle volte si risolve con pochi danni, ma se il meteorite o l’asteroide sono di dimensioni notevoli……..sono guai!!! E qui veniamo appunto ai dinosauri che lo hanno scoperto sulla loro “pelle” (fate conto che il meteorite di Chicxulub era grande una decina di km, ci sono alcuni asteroidi con diametro molto maggiore, assimilabili a dei “planetoidi”). Ecco quindi spiegato chi è l’artefice del reato, dove si trova, il motivo più riccorrente e quello che può combinare se la sua dimensione è notevole. Ma c’è una cosa che ancora manca per chiudere questa “indaggine”: il mandante. E a questo punto ci viene in soccorso, tra le tante teorie, l’ultima pubblicata sul Monthly Notices of the Royal Astronomical Society dal biologo Michael Rampino dell’Università di New York. È una teoria molto affascinante e spiegherebbe sia il motivo sia il perchè ci sia una certa ciclicità in questi eventi. L’articolo, che potete leggere integralmente qui, chiama in causa una delle forze più sconosciute e studiate dei giorni nostri: LA MATERIA OSCURA. Sul cosa sia questa M.O. potete trovare molto scritto in giro sul web (verificate sempre le fonti!!!), io vi consiglio di vedere questo video illustrativo che è abbastanza chiaro. A noi però per concludere l’indaggine basta sapere solo queste tre cose:

– La prima, la M.O. non interferisce con la “realtà” che ci circonda se non in un unico aspetto: il campo gravitazionale

– Seconda, la nostra galassia sembra avere una ricca regione di M.O. verso il centro

– Terza, il nostro Sistema Solare, con un certa ciclicità, si trova a passare vicino a questa “oscura regione” (impiega 250 milioni di anni per un giro completo rispetto al centro della galassia, 30 milioni di anni circa è invece l’oscillazione rispetto al piano del disco galattico a causa di “increspature” durante il cammino).

Ecco che qui Rampino ha notato una correlazione tra il moto ondulato della Terra attraverso il disco galattico e le cinque grandi estinzioni di massa che hanno sovvertito l’ecosistema terrestre. Quindi, secondo il biologo newyorkese, mentre la Terra attraversa la Via Lattea, la materia oscura devierebbe l’orbita di corpi come asteoidi o comete (queste ultime differiscono sia per dimesioni che per composizione, essendo fatte prevalentemente di ghiaccio, che sciogliendosi crea la famosa coda) esterne al sistema solare: questo significa che corpi celesti i cui tragitti sono normalmente lontani anni luce, potrebbero entrare in rotta di collisione con il nostro pianeta (come se non bastassero quelli che abbiamo nelle nostre fasce).

C’è però una seconda ipotesi. Ogni volta che il Sistema Solare si trova ad attraversare il disco galattico, si accumulerebbe della materia oscura all’interno del nucleo della Terra. Qui le particelle si annichilirebbero, rilasciando energia. Il surriscaldamento prodotto da questo fenomeno potrebbe generare a sua volta eruzioni vulcaniche, scosse telluriche, inversione del campo magnetico o innalzamenti oceanici, tutti fenomeni che, dice Rampino, mostrano dei picchi proprio ogni 30 milioni di anni. “La storia della Terra è puntellata da estinzioni su larga scala, alcune delle quali difficili da spiegare. La materia oscura, la cui natura non è ancora chiara sebbene costituisca circa i tre quarti dell’Universo, potrebbe darci delle risposte” sono le parole del biologo, con le quali si apre un grande dibattito su quali siano effettivamente i potenziali effetti che questa M.O. potrebbe fare alla vita terrestre. Una cosa però è certa, qualsiasi sia il motivo, non è una questione del SE accadrà un altro evento simile all’estinzione dei dinosauri (che poi non è stata solo la loro avendo ridotto del 76% le specie terrestri), ma del QUANDO accadrà, ed è quindi fondamentale studiare il passato e ciò che ci circonda, per essere pronti a tutto.

P.S. voglio dedicare questo articolo ad un mio amico, Michele D’Amelio, che ringrazio per le infinite giornate a parlare di astrofisica, per avermi fatto capire concetti ostici e avermi iniziato a questo tipo di studi.

STAY PALEO

Impact_event(Fonte immagine: Wikipedia)

PaleoPuntata 3

Cari PaleoAmici rieccomi tornato con una nuovissima puntata. Questa volta si fa sul serio: vi porterò a scoprire i primi istanti di vita della nostra Terra….passeremo da una “palla di fuoco” e tempeste di meteoriti, ad un Eden primordiale, per finire in un inferno di neve e ghiaccio….venite a scoprire tutto cliccando qui !!!

STAY PALEO

Happy DDay!!!

Buon DARWIN DAY a tutti PaleoAmici!!!!

Per celebrare una piccola considerazione su quest’uomo: credo che Darwin sia stato uno dei più grandi rivoluzionari. Con l’uscita dell’Origine delle specie (che all’inizio non voleva nemmeno pubblicare), ha cambiato radicalmente le idee e la visione che abbiamo del mondo e della natura. Paragonabili a lui credo ci sia l’invenzione della ruota, la scoperta della gravità, la relatività….quindi non credo di esagerare quando dico che Charles Darwin è stato uno dei più grandi rivoluzionari/innovatori che mai abbiano messo piede su questo mondo. E volevo ricordarlo proprio con questa sua massima:

“È interessante contemplare una plaga lussureggiante, rivestita da molte piante di vari tipi, con uccelli che cantano nei cespugli, con vari insetti che ronzano intorno, e con vermi che strisciano nel terreno umido, e pensare che tutte queste forme così elaboratamente costruite, così differenti l’una dall’altra, e dipendenti l’una dall’altra in maniera così complessa, sono state prodotte da leggi che agiscono intorno a noi. Queste leggi, prese nel loro più ampio significato, sono la legge dell’accrescimento con riproduzione; l’eredità che è quasi implicita nella riproduzione; la variabilità per l’azione diretta e indiretta delle condizioni di vita, e dell’uso e non uso; il ritmo di accrescimento così elevato da condurre a una lotta per l’esistenza, e conseguentemente alla selezione naturale, che comporta la divergenza dei caratteri e l’estinzione delle forme meno perfette. Così, dalla guerra della natura, dalla carestia e dalla morte, direttamente deriva il più alto risultato che si possa concepire, cioè la produzione degli animali superiori. Vi è qualcosa di grandioso in questa concezione di vita, con le sue diverse forze, originariamente impresse dal Creatore in poche forme, o in una forma sola; e nel fatto che, mentre il nostro pianeta ha continuato a ruotare secondo l’immutabile legge della gravità, da un così semplice inizio innumerevoli forme, bellissime e meravigliose, si sono evolute e continuano a evolversi.” (Da “L’origine delle specie“)

STAY PALEO……e buon compleanno Charles🙂

Charles Darwin(Fonte Immagine: pikaia.edu)

P.S. Per festeggiare adeguatamente vi lascio un bel regalo, un indirizzo che vi rimanderà ad un sito contenente tutte le opere di Darwin, in inglese purtroppo, che potrete consultare liberamente….cliccate QUI per accedervi

Testimonianze molisane

Ciao PeleoAmici. Dopo qualche giorno di quasi assenza causa influenza (rima non voluta) ritorno con una notizia di qualche mese fa ma che risponde ad una domanda rivolta da Stefano Ricchiuti sull'”Homo Aeserniensis”. La notizia è molto importante e l’ho appresa dapprima da fonti “informali” fino alla pubblicazione ufficiale. Praticamente si parla della scoperta, durante la campagna di scavo del 2014, del resto umano più antico d’Italia, proveniente proprio da Isernia, più precisamente dal sito di “Isernia La Pineta”. Le informazioni sono state tratte dal sito dell’Univesità di Ferrara (per approfondire cliccare qui).

Questo sito, che risale a circa 600 mila anni fa, è stato rinvenuto un dente di bambino che, allo stato attuale delle ricerche, rappresenta il più antico resto umano della Penisola Italiana, grazie agli scavi condotti dall’Università di Ferrara con la direzione scientifica di Carlo Peretto (che ho l’onore di avere come professore).

Si tratta di un primo incisivo superiore sinistro da latte, di un bambino deceduto all’età di circa 5-6 anni. Il dente mostra caratteristiche particolari che non si ritrovano negli altri reperti rinvenuti in Europa, seppur riconducibili ad un ampio contesto cronologico. Da questi si discosta perché più gracile e meno bombato.

Il reperto rinvenuto viene attribuito a Homo Heidelbergensis sulla base delle sue caratteristiche, per le sue dimensioni e per la sua età cronologica. In Europa, infatti, Homo Heidelbergensis è attestato a partire da circa 600 mila anni e rappresenta l’antenato dell’Uomo di Neanderthal che si diffonde successivamente in tutta Europa e che scompare in seguito alla diffusione dell’Uomo anatomicamente moderno (Homo Sapiens) almeno a partire da 40.000 anni fa  (parleremo dell’estinzione del Neanterthal).

Il dente umano rinvenuto ad Isernia rappresenta una scoperta straordinaria in quanto permette di fare luce sulla variabilità di Homo Heidelbergensis, che sembra essere molto pronunciata, e di sottolineare la peculiarità dei resti umani italiani più recenti che mostrano spesso una persistenza di caratteri arcaici se confrontati al resto dell’Europa.

Si sottolinea che i reperti umani in ambito europeo più antichi di 600 mila anni non sono frequenti. Particolare significato rivestono i ritrovamenti attribuiti a Homo Antecessor (Atapuerca, vicino Burgos, in Spagna) compresi in un arco cronologico tra 1,2 e 0,7 milioni di anni fa.

L’olotipo (cioè il fossile preso come esemplare di riferimento) di Homo Heidelbergenis è rappresentato dalla mandibola rinvenuta a Mauer in Germania, con una attribuzione cronologica di circa 600 mila anni fa.

Il ritrovamento umano a La Pineta porta un arricchimento notevole al giacimento, già noto per la complessità delle archeosuperficie esplorate in questi anni, per la ricchezza dei reperti faunistici, per l’articolata produzione di reperti in selce e per le evidenze connesse con le strategie di sussistenza in un ambiente di 600.000 anni fa.

Alle numerose informazioni che si sono avute con lo scavo e lo studio dei materiali, ora si aggiungono quelle importanti sulle caratteristiche fisiche del protagonista dell’insediamento paleolitico e quanto si è esplorato, recuperato, restaurato e studiato in tanti anni di lavoro acquista ora una dimensione ancora più umana.

STAY PALEO

image(Incisivo superiore da latte del bambino de La Pineta (foto di Claudio Berto, elaborazione di Julie Harnaud). Immagine presa dal sito dell’Università di Ferrara)

le attivita di scavo nel corso del 2014(Un particolare del sito de La Pineta durante le attività di scavo del 2014 (foto di C. Peretto). Immagine presa dal sito dell’Università di Ferrara)

PaleoPuntata 2

In questa seconda puntata faremo un salto in avanti nel tempo a causa di “problemi tecnici” e ci ritroveremo ad affrontare una scoperta sensazionale che ci farà approfondire due materie molto interessanti: l’archeologia funeraria e l’antropologia fisica. Vedremo come piccoli paesi possono nascondere grandi tesori e come spesso dietro a degli oggetti che possono sembrare di poco conto, si celi, in realtà, una storia davvero entusiasmante. Cliccate qui per vedere la nuova puntata!!

STAY PALEO

Buon compleanno Charles

Come ogni anno si festeggia in tutto il mondo il compleanno di Charles Darwin (cosidetto Darwin day, che cade il 12 Febbraio), padre fondatore della moderna Teoria dell’Evoluzione (presto ne parleremo qui sul blog).

In tutto il mondo per tale occasione e ci saranno degli eventi a carattere scientifico molto simpatici. Nel volervi ricordare tale importante occasione vi rimando qui dove troverete la lista, in continuo aggiornamento, di tutte le città italiane nelle quali si è organizzato un evento e la data. Vi do anche un altro link per eventi sempre legati al Darwin day, ma con un accento molto più “laico”, per saperne di più cliccate qui.

STAY PALEO….e buon compleanno Charles!!!

Charles_Darwin_photograph_by_Julia_Margaret_Cameron,_1968(Fonte immagine: Wikipedia)

Strisciando all’indietro

Notizie dell’ultim’ora dal campo della Paleontologia. Uno studio pubblicato su Nature  e ben descritto su Pikaia (dalla quale ho estratto parti di questo articolo) ha dimostrato come i più antichi serpenti di nostra conoscenza non siano databili a 100 milioni di anni fa (Cretaceo Superiore), ma si debbano far risalire al almeno 60 milioni di anni prima!!! Notizia davvero molto interessante soprattutto per quanto riguarda le quattro specie in sè che sono: Eophis underwoodi, Portugalophis lignites, Diablophis gilmorei e Parviraptor estesi. Queste specie presentano caratteristiche simili ad i serpenti successivi, sia con i sauri precedenti (tutte le nuove specie presentano 4 piccole zampe).

Tutto questo cambia quelle che sono le ipotesi sull’origine e sui tempi di diversificazione di questi rettili. I fossili di 100 milioni di anni fa erano molto diversificati, sia morfologicamente (cioè a livello di “aspetto”) sia filogeneticamente (cioè a livello di “evoluzione”) il che aveva fatto pensare che nel Cretaceo Superiore ci fosse stata un’esplosione improvvisa. Avendo però trovato questi nuovi fossili, si deve retrodatare “l’esplosione” di almeno 60 milioni di anni.

Le nuove specie scoperte nel dettaglio sono:

– Eophis underwoodi che, ad oggi, è il più antico serpente noto, in quanto visse circa 167 milioni di anni fa nell’attuale Inghilterra.

– Portugalophis lignites visse nel Giurassico Superiore tra 157 e 152 milioni di anni fa. Proveniente dal Portogallo.

– Diablophis gilmorei, unica specie del nordamerica,i suoi fossili sono stati disotterrati in Colorado.

– Parviraptor estesi è un’altra specie inglese e visse tra 145 e 140 milioni di anni fa.

I riferimenti per approfondire li trovate nei Link che ho messo nel testo.

L’immagine sottostante è stata presa da Pikaia (Artist’s conception of three of the four newly identified ancient snakes: (top left) Portugalophis lignites (Upper Jurassic) in a gingko tree, from coal swamp deposits at Guimarota, Portugal; (top right) Diablophis gilmorei (Upper Jurassic), hiding in a ceratosaur skull, from the Morrison Formation in Fruita, Colorado; (bottom) Parviraptor estesi (Upper Jurassic/Lower Cretaceous) swimming in freshwater lake with snails and algae, from the Purbeck Limestone in Swanage, England.)

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STAY PALEO